Go to Top

Grande successo a Firenze per il corso sulle “Tecniche di clearance delle vie aeree tramite utilizzo di dispositivi oscillatori ad alta frequenza”

Un week-end a Firenze fra sole, pioggia e temporali ha segnato il corso ARIR “Oscillazioni e percussioni ad alta frequenza”. Dapprima in punta di piedi e poi, sempre con più convinzione, i relatori hanno portato un’ondata di rinnovamento nella panoramica italiana della riabilitazione. Trentacinque fisioterapisti, tre studenti e un medico, dopo due giornate di full immersion nel verde del parco e nei colori delle corsie dell’ospedale pediatrico Meyer di Firenze, facevano a ruba per chiedere e-mail e contatti per poter, da subito, iniziare a lavorare con i devices che poco prima li avevano così inibiti. Ventilazione a percussione intrapolmonare e oscillazione ad alta frequenza extrapolmonare non hanno più segreti per questa brigata multicolore proveniente da tutt’Italia. Visi stanchi ma soddisfatti salutano Firenze. Che sia un segnale aver tenuto il corso in quel di Firenze? Aria di cambiamento e svecchiamento ( ma non di rottamazione delle altre tecniche), come quello che tutti gli italiani si stanno aspettando dal più nominato dei fiorentini? Aria fresca, di primavera, come la bellissima Primavera di Botticelli esposta agli Uffizi? O piuttosto il soffio di Zefiro che sospinge la Venere nata dal mare verso la terra dei mortali, come un flusso pulsato accompagna il muco nelle vie aeree centrali. Cosa ha ispirato gli organizzatori? Sta di fatto che chi ha potuto partecipare a questo entusiasmante corso concorderà che sul panorama italiano, grazie anche all’intervento dello straordinario collega belga Kurt Pernet, da oggi si respira un’aria nuova.


Vilma Donizzetti


I numeri del corso:
35 partecipanti (33 fisioterapisti, 1 medico, 1 infermiere) + 3 studenti
9 partecipanti dalla Lombardia, 7 dalla Toscana,  4 dalle Marche, 3 dall'Emilia Romagna, 3 dal Veneto, 3 dal Lazio, 2 dalla Sicilia, 1 dall'Umbria, 1 dalla Liguria, 1 dalla Campania, 1 Trentino Alto Adige.




 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *